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Athwen
15 March 2011 @ 02:48 pm
 Dopo aver iniziato un inutile quanto non richiesto blog sulle serie televisiva [che trovate fra i link], mia passione patologica, in un momento di pazzia ho deciso di addentrarmi anche nel magico mondo delle scanlations. Dopo i primi giorni di eccitazione [leggasi: rinchiusa in casa a tradurre scans inglesi come una sociopatica] ho cominciato a scontrarmi con la durissima realtà.
Il difficile non è dover fare la traduzione/editing/checking tutta da sola, più che altro sono i credits. Chiaramente, dato che traduco da scans inglesi [mi piacerebbe ricominciare a studiare giapponese, ma per tradurre direttamente un manga ci vorrebbero anni di studi], devo prima chiedere il permesso ai proprietari della traduzione inglese. E qui c'è il grande, grandissimo problema.
Sarò naive, ma nella mia ingenuità di novellina credevo bastasse mandare una emai al gruppo inglese, chiedere il permesso dell'utilizzo del loro materiale, lasciare i loro credits con tanti profumati ringraziamenti e stop. Nulla di più sbagliato.
La realtà è che ci sono una marea i gruppi di scans inglesi che non vogliono che si utilizzi il loro materiale. Alcuni ti dicono: "puoi usare la nostra traduzione ma devi comprare il manga originale o richiedere il permesso degli scanner" [e questo lo posso capire, anche se non credevo fosse così difficile trovare le scans originali], altri, invece, ti dicono di fottersi e che dovresti tradurre direttamente dal giapponese perché è più affidabile e col cazzo che puoi usare il loro materiale. 
Dopo essermi scontrata con questa dura e totalmente assurda realtà per un secondo, un solo secondo, ho pensate di fottermene ed usare il loro materiale senza permesso, ma dato che sono una brava ragazza il pensiero è durato, appunto, un solo secondo. Non sarebbe giusto, dato che mi baso su un loro lavoro che immagino sia nato con fatica e da tanta passione.
E qui mi chiedo: lo scopo principale delle scanlations [e parlo di manga inediti in Italia, chiaramente], è quello di far conoscere a persone che non conoscono inglese/giapponese/o altre lingue, manga bellissimi che altrimenti non avrebbe mai potuto scoprire. Oltre a questo se i manga in questione diventano "famosi" le scans potrebbero anche aiutare a farlo pubblicare in Italia, dato che, zitti zitti, moltissimi editori controllano i siti di scanlations per capire quali sono i manga più popolari [soprattutto per quei generi meno conosciuti come Josei, Yoai, Yuri ed alcuni Seinen], ed io, in quanto fan, se amo davvero quel manga, anche se ho la traduzione non professionale, il volumetto lo compro lo stesso, dato che potrebbe aumentare la possibilità di ulteriori traduzioni di opere dello stesso genere/autore.
Quindi mi chiedo, perché devono mettere certe regole? Insomma, siamo in Italia, non in America che fra quelli che studiano giapponese ed i giapponesi stessi, di traduttori dall'originale ne avranno a migliaia! 
Lo sapevo, altro che la NABA, dovevo andare a Venezia a studiare lingue orientali, che oltre a fare qualcosa che mi piaceva trovavo anche il lavoro immediatamente! Purtroppo l'idea di vivere in quella città mi ha fatto desistere [umidità 365 giorni l'anno, ma anche no!].
Il punto è che sono molto confusa ora. La domanda è: lasciar perdere o no?
Ci sono manga bellissimi al mondo che non credo pubblicheranno mai in Italia perché sono troppo particolari [soprattutto ora che, con la crisi, anche le case di pubblicazione vanno sul sicuro ed il 90% dei diritti che comprano sono di manga commerciali in stile shoujo trita-ritrita, shounen copia di naruto o yaoi banali con uno uke/seme così nel canone che piuttosto mi leggo lo shoujo trita-ritrita sopracitato!].
E mi viene da piangere perché se per alcuni manga posso impegnarmi a cercare le scans originali, per altri il gruppo proprietario non vuole che si utilizzi nemmeno la traduzione. Basterebbe tradurre solo manga di gruppi che permettono l'utilizzo del loro materiale, ma questo significherebbe anche lasciar perdere certe stupende serie che mi hanno fatto innamorare completamente [che ovviamente sono tutte dei gruppi stronzi, un classico].
Che dire?
Benvenuta nel magico mondo delle scanlations, Athwen!
 
 
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Athwen
08 November 2010 @ 01:11 pm
Il bello dei blog è che, come un diario on-line, puoi rileggere quello che hai scritto in precedenza e, solitamente, pensare "Ma quello l'ho veramente scritto io?"
Quindi non puoi fare altro che cercare di ricordare com'eri quei giorni, mesi, anni in cui hai scritto quei post. E senza volerlo cominci ad andare ancora più indietro fino a cercare di ricordare com'era stare nella pancia di tua madre.
Seguendo ricordi ancestrali mi sono resa conto di una cosa: da bambina ero una tosta.
Com'è possibile cambiare in pochi mesi, senza neanche sapere il perché? Dov'è finito il mio amato orgoglio, quello che, dopo i momenti di insicurezza, mi faceva urlare "fanculo!" e mi faceva passare da principessa sulla torre ad eroina?
Da bambina ero ossessionata dalla fiaba "Naso d'Argento" di Calvino, la versione italiana di Barbablù, per intenderci. La protagonista era, guarda a caso, l'ultima di tre sorelle ed era furba ed intelligente. Alla fine della storia salvava le sue due stupide sorelle maggiori e infinocchiava quel maniaco di Naso d'Argento, alias il Diavolo! Che figa!
Ora mi chiedo, come sono passata dall'immedesimarmi nella tosta eroina che salvava tutti, alla principessa sulla torre che aspetta si essere salvata e vivere stupida e contenta?
Sinceramente mi sono un po' rotta il cazzo di stare lì, seduta ad aspettare un fantomatico (e mataforico) principe azzurro che probabilmente non arriverà mai perché la strega cattiva l'ha fatto schiattare alla prima occasione?
Davvero, sono diventata come la bella addormentata, che è così stupida da toccare un ago avvelenato. Dio, sono proprio diventata bionda!
Il problema è che, anche se lo so, continuo a rimanere lì seduta, indecisa se farmi infinocchiare alla grande e toccare quello stramaledettissimo ago o prenderlo con dei guanti di gomme ed infilarlo nell'occhio alla strega cattiva. Il problema è che so benissimo che se tocco l'ago finirò schiattata, ma l'idea di dormire per cento anni è così allettante...
E quindi resto lì, bionda (sempre metaforicamente) e stupida a cercare di decidere.
Il problema è che, anche se sceglierò la prima opzione, chi me l'assicura che vivrò felice e contenta? Io voglio la garanzia!
Lo so, dovrei solo togliermi i panni da principessa e tornare ad essere la contadina rozza che amavo tanto da bambina, quella che fregava anche il diavolo e si salvava da sola, eroina di se stessa.
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Athwen
01 March 2010 @ 11:40 am
Ieri una mia amica ha fatto 20 anni. siamo andate da lei a festeggiare. Dopo qualche chupito ho assistito al circo degli orrori, ho saputo e visto cose di mia sorella che proprio non volevo sapere/vedere (abbiamo anche il filmato...).
Insomma dopo aver giocato a Tick Tock Tack, siamo passato a Non ho mai e fra sgabuzzini, bisteccone, eiaculazioni ad idrante, giuro che posso dire di averle sentite tutte nella mia vita.
Adesso non sono molto in me, sento il rum che sta ancora vagando nel mio stomaco....
E domani ho un esame. Cazzo.
Un esame di cui non ho capito assolutamente niente. Ed ora mi viene in mente solo mia sorella che imita la centralina porno. Bleah!
Probabilmente darà in bianco o scriverò "Ciao, sono la tua porcellina..."
Cazzo, mi viene da vomitare.
Cazzo, l'ho già detto?
Cazzo.
Cazz.
Caz.
Ca.
C.
.
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Athwen
16 February 2010 @ 01:51 pm
Addio Adolescenza. Avrei voluto goderti di più, fare molte più cose durante la tua presenza ma, in un modo o nell'altro, non sarebbe potuto essere diverso.
A mezzanotte sono ufficialmente uscita dalla schiera dei Teen. Almeno all'anagrafe.
Da oggi smetto di diventare grande e comincio a diventare vecchia.
E' stato bello finché è durato, ma adesso smettiamola con le cazzate. Devo meditare se farmi il lifting o meno... le rughe cominciano a farsi sentire.
Giovinezza, adieu.

Esprimo un desiderio, e....

 "The birthday cupcake" by instantvoodo. Da DeviantART
Da deviantART: "The birthday cupcake" by instantvoodo.
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Athwen
10 February 2010 @ 04:18 pm
Eco, che quando arrivava l'ora della nanna cercava sempre Zen, il suo fratellino, adesso si sveglierà da sola e come unica compagnia avrà Lillo, grosso e incazzoso.
Spero che Zen si trovi bene con la sua nuova famiglia (anche se ci sarà un altro gatto, Arnaldino, che oltre ad essere grosso e incazzoso è anche obeso...). 

Mi sento in colpa. Avrei preferito non averli affatto che doverli dividere
Zen, siamo stati insieme solo due giorni, ma sei riuscito a conquistarmi subito. Avrai un sacco di croccantini in futuro, promesso.

Io ed Eco siamo in lutto oggi.

Bye bye Zen.
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Athwen
09 February 2010 @ 10:26 am
Ieri sera abbiamo portato a casa due cuccioli di gatto.  Sono minuscoli, non hanno che una cinquantina di giorni.
Devo sceglierne uno da tenere, l'altro lo daremo ad un'altra famiglia. E' dura scegliere, oltre al fatto che mi dispiace dividerli, sono tenerissimi insieme.
Sono nati da una gatta nera e un gatto perla. La femmina - che chiamerò Eco - è minuscola e molto curiosa (o forse semplicemente incoscente), ha preso dalla mamma ed è grigio sporco striata di nero, molto nero. Il maschio - che l'ho già chiamato Zen - invece è più timido (o forse più prudente) ed è perla e bianco come il papà.
A prima vista sembrava la femmina quella con le palle e lui invece un patatone pauroso. In realtà lei è molto più insicura di quel che sembri, è più attiva e curiosa e come ogni femmina un po' stronzetta, non ama molto le coccole. Sembra che il fratellino segui lei, in realtà è il contrario. Cerca di mangiare di tutto e bisogna stare attenti che non si metta qualcosa di strano in bocca. Cerca di infilarsi in ogni antro per poi rimanere incastrata.
Il maschio invece è più coccolone, mi ha già fatto un po' di fusa, ed è un mangione, mi hanno detto che lottava con tutti i fratellini per essere il primo a mangiare, infatti è bello grosso rispetto alla femmina. E' più prudente e più pigrone e odia essere preso in braccio tant'è che miagola a tutto spiano se ci provi. 

Il mio altro gatto, Lillo (nome non scelto da me, ci tengo a precisare!), ha soli quattro mesi ed è bello grosso e molto incazzato per i nuovi ospiti. Ringhia appena li vede ed ha già cercato di affettarli. Ci è quasi riuscito con Zen anche se lui ha tirato fuori le unghie e si è difeso bene. Non so come farò a studiare visto che devo controllarli tutto il tempo.
Forse Eco ha qualche chance in più visto che Lillo la vede solo come un'estranea, non come un futuro maschio che può prendere il controllo della casa (grazie al cielo è troppo piccolo per mettersi a pisciare in giro per marchiare il territorio).
Però Zen mi ha già fatto le fusa ed è più bello. E poi Eco non si rende conto del pericolo di Lillo, gli si avvicina bella come il sole e non si accorge che le sta per arrivare una zampata.
Come fai a scegliere fra due gattini? E avere il coraggio di dividerli?
Ma soprattutto, come hanno fatto a farmi diventare una lava di miele quando nessuno c'è mai riuscito in vent'anni??


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Athwen
10 November 2009 @ 11:20 am
Ci sono persone che una volta capito qualcosa di importante dicono 'Eureka!'. Altre dicono semplicemente 'Ma vaffanculo!
Sono troppo volgare? Non credo. E' chiaro? Spero di sì.
Per farvi capire meglio vi racconterò una storia.

C'era una volta un giocatore, egli muoveva il suo personaggio in un'importante gioco di ruolo online. Egli era il personaggio, perché esso era mosso dal giocatore e quindi diventava egli stesso. 
Quello era un videogioco molto difficile, lungo e riempiva tutto il suo tempo, ma non poteva smettere perché se avesse smesso il suo personaggio sarebbe morto e, se non c'era un personaggio da muovere il giocatore non avrebbe avuto più motivo di esistere.
Era stato difficile superare i primi livelli ma alla fine era riuscito a cavarsela, in qualche modo, finché non comparve il livello 10/11. Ci mise degli anni per riuscire a superarlo, fatica, dedizione, lacrime e irritazione. Per non parlare del dolore che provava nel vedere il proprio personaggio morire infinite volte. Quello fu sicuramente il periodo più brutto di tutto la sua vita, ma anche quello più importante perché aveva imparato molti meccanismi di quel gioco.
I livelli successivi furono complicati ma riuscì a superarli tutti, in un modo o nell'altro, e fu anche facile rispetto a quel livello 10/11, su cui aveva patito le pene dell'inferno. Raramente ripensava a quel periodo se non come un eroe che ripensa al suo faticosissimo allenamento, doloroso, sì, ma era quello che l'aveva fatto diventare il giocatore che era adesso e il suo personaggio non era più così sfigato.
Finché non arrivò il livello 18/19. Non riusciva proprio a superarlo, ci passò giorni, mesi, anni, eppure tutto era inutile, il suo personaggio moriva sempre. Il giocatore si chiedeva se fosse un personaggio (o meglio, un giocatore) così scarso e cos'avesse fatto di male per dover sentire nuovamente quel dolore e quell'irritazione nel vedere il suo personaggio morire. Aveva la forza per superare un'altra così terribile prova?
Tutti i giocatori che conosceva non sembravano avere quei problemi, quel livello l'avevano tutti superato. Perché lui non ne era in grado? Quindi mentiva e diceva che in realtà andava tutto bene e lo avrebbe superato presto, in realtà cercava di carpire i loro segreti parlando del livello in questione senza far capire la sua difficoltà ma, intimamente, sperando che i suoi amici giocatori se ne accorgessero e lo aiutassero a superare quel problema o almeno gli dicessero che avevano (avuto) gli stessi problemi.
Infine decise di chiamare uno specialista. Essi erano coloro che facevano del gioco un lavoro e cercavano di indirizzare i giocatori a trovare una soluzione da soli e nel modo giusto. 
Lo specialista guardando i dati di gioco del personaggio fece notare al giocatore una cosa molto importante. E fu lì che egli lo urlò:
"MA VAFFANCULO, VA'!"
Tutto era uguale, i meccanismi si stavano ripetendo negli stessi identici modi, era solo la facciata ad essere cambiata. Il livello 18/19 era esattamente uguale al livello 10/11 e il giocatore si stava comportando nello stesso identico modo senza rendersene conto! 
Era una seconda importante tappa dell'addestramento dell'eroe che gli avrebbe consentito di arrivare al livello superiore e lui stava semplicemente emulando un comportamento già effettuato. 
Ma il superamento del livello 18/19 l'avrebbe portato ad un livello superiore e quindi non poteva superarlo nella stessa maniera del livello 10/11. Anche perché non si rendeva conto che in quel momento aveva un'esperienza diversa e più armi e oggetti rispetto ai tempi del livello 10/11, eppure, come un cretino, stava facendo crepare il suo personaggio (e sé stesso) migliaia di volte non capendo che erano schemi che aveva già superato.
Ora poteva superare tranquillamente il livello 18/19? Forse. Sicuramente sarebbe stato altrettanto difficile, eppure l'avrebbe superato. Se l'aveva fatto una volta poteva farlo anche una seconda e sarebbe passato al livello successivo più forte di com'era adesso. Non invincibile, solo più forte.

'Eureka!' non mi piace.
Quindi 'fanculo! Superiamo 'sto cazzo di livello perché mi sono rotta i maroni e vediamo di arrivare a quello successivo. Voglio cambiare aria e il timer è ancora in funzione.



Comunque, visto che parliamo di giochi e di emulazione, ecco qua una parodia del video di 'Domani' fatto da un mio compagno di uni e dai suoi amici. Vi linko anche il video originale.

P.s. La Nannini è troppo uguale.


Qui la parodia:



Qui l'originale:






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Athwen
03 November 2009 @ 01:02 pm
Lo scorso week-end sono andata al Lucca Comics. Per la prima volta.
Un consiglio, se siete appassionati di fumetti/animazione/videogiochi/giochi di ruolo/arte ANDATECI!!
E' stato bellissimo, un'esperienza stupenda!!!
Siamo andati in macchina (svegliandoci all'alba) e siamo riamsti due giorni (ma abbiamopreso il biglietto solo per uno).
Quando sono arrivata sono riamasta incantata... il mio eden personale!
Fino a quel momento ero andata solo a Fumettopoli (se vogliamo contarlo) e Cartoomics. Entrambi si svolgono in saloni, il secondo è comunque molto grande. Ma Lucca... bhe, è enorme! La fiera si estende in tutta la città e, a mi parere, per vedere tutti gli stand decentemente ci metti minimo due giorni.
Le mie finanze si sono prosciugate, ma non ho resistito! Trovarsi davanti a tutti quei fumetti... *.* il mio sogno!! Fortunatamente ho trovato stand che vendevano manga a poco e sono finalmente riuscita a completare delle serie che avevo bloccato da anni. Ho mangiato l'udon. Ho cantato le sigle dei cartoni animati. Ho conosciuto un vero otaku (impressionante, davvero!).
I cosplayers poi...
Tu, persona vestita normalmente, ti senti inadeguato visto che metà dei partecipanti della fiera sono fanno casplay! E così è come ritornare bambino a Disneyland, dove ti lanci per farti fotografare con tutte le Ariel/Biancaneve/Cenerentola/PeterPan di turno. I migliori cospaly non riuscivano ad avanzare perchè ogni tre passi qualcuno gli chiedeva se poteva fotografarli. C'era Final Fantasy (ho visto la miglior ikku della mia vita), un sacco di bellissimi cosplay di Bleach (un figaccione che faceva Ichigo più un gruppo di grandi che hanno fatto il gruppo degli Espada!), grazie al cielo quelli di Naruto sono notevolmente diminuiti (e purtroppo sono aumentti quelli di Death Note). Non so perchè ma c'erano un sacco di uomini vestiti da donna (una maginica Emy e un gruppo di sailor Moon! X°°°D), ma anche di film, libri etc.
Alla fine della giornata ero letteramente morta! Siamo andati in un hotel in un paesino che si chiama Pescia (con un bellissimo cartello con scritto 'Pescia Morta e Cazzi Vivi!!!!' XD) dove siamo crollati.
Il giorno dopo abbiamo fatto un'altro giro per Lucca (i cosplayers si erano moltiplicati!!) per poi tornare a casa.
E' siacuramente un'esperienza da ripetere. La prossima volta comincio a risparmiare tre mesi prima tanto da potermi comprare un'intero stand, perchè, davvero. è una sofferenza trovarti davanti a tante cose che vorresti comprare e dover rinuciare.

Vi lascio con qualche foto...
Sayonara!


Ichigo Kurosaki (Bleach) - e io.



Rikku (Final Fantasy X-2)



Sanzo (Saiyuki)



Laurie/Spettro di Seta (Watchmen) e Emy (Magical Emy).

 
 
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Athwen
23 October 2009 @ 10:04 am
No, ma dico io, non è davvero possibile!
Stamattina mi sveglio alle otto dopo una sbronza colossale al Rattazzo. Completamente rincoglionita dal sonno e con una quantità infinita d'alcol in corpo cerco di spiegare all'idraulico - sì, non mi sono svegliata a quell'ora per puro masochismo - che ho il bidè intasato e che la doccia ha deciso di avere solo due gradazioni di calore: bollente e gelida.
Nel frattempo ricordo la sera prima che eravamo talmente fuori da finire di cantare sigle dei cartone animati - più la versione porno dei gem-boy - a squarciagola per le strade vuote e di sdraiarci su un pianerottolo di un palazzo a caso. D. ha fregato uno di quei cosi tondi che lampeggiano quando ci sono i lavori in corso... me lo sono portato a casa e visto che continuava a lampeggiare l'ho dovuto ricoprire di vestiti. 
Mentre l'idraulico lavora accendo il computer per non riaddormentarmi e comincio a vagare su internet. Vado su faccialibro e scopro che hanno finalmente pubblicato gli orari regolari delle lezioni in uni.
Vado a vederlo e... ORRORE!!
Uscire alle otto? Lezioni importanti che diventano bisettimanali? Corsi sovrapposti
MA PORCO (scegliete una parola a caso) NON E' DAVVERO POSSIBILE!!! 
Che cazzo di orario di merda!! - non potevo essere più fine, scusatemi.
Nel frattempo comincio a ricordare che non abbiamo le pause esami e le lezioni obbligatorie. Dovrò studiare per gli esami tornando alle otto di sera e nel frattempo fare tutti gli 'esercizi' della settimana. Dovrò lavorare tornando alle otto di sera, perché sennò non riesco a pagarmi le vacanze estive e non saprò mai l'inglese. Dovrò realizzare i progetti personali che avevo in mente tornando alle otto di sera. 
Non avrò più una vita al di fuori dell'università. E visto che secondo il mio dottore non sono capace di non scaricare lo stress sul mio fisico avrò mal di pancia tutto l'anno.
E poi mi chiedo perché mai finisco per ubriacarmi il giovedì sera. 
Fanculo, ho anche finito le sigarette.
Vado a farmi un caffè.


 
 
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Athwen
04 October 2009 @ 04:04 pm
 Oggi sono piuttosto amareggiata. Ho visto il documentario 'Il corpo delle donne' di Lorella Zanardo che fa una riflessione sulla figura femminile nella televisione italiana. O semplicemente sulla visione femminile in Italia perché si sa, la televisione è uno specchio della società e i messaggi che manda vengono interiorizzati dallo spettatore inconsapevole. E quindi mi chiedo: siamo caduti veramente così in basso? 
Sono sempre stata piuttosto anti-patriottica, non ho mai avuto molta fiducia nel mio paese, ma ho sempre creduto che ci fosse una speranza, che in fondo potessimo rialzarci in qualche modo: è solo un'utopia? Un inutile sogno, un riporre speranze in qualcosa che non lo merita?
Se non avete visto il documentario lo trovate
qui, in streaming. Come ho letto in un sito inglese (o americano) sembra un film dell'orrore. E poi mi chiedo ancora perché non guardo più la televisione...

Fino al liceo credevo che non esistesse più la discriminazione sulle donne, che ormai avessimo raggiunto le pari opportunità nonostante mia madre mi dicesse sempre che appena entrata nel mondo degli adulti avrei cambiato idea. Aveva ragione.
Sarà stato per la maglietta che mi facevano indossare quando facevo la promoter per sky - una maglietta bianca con scritto 'gratis fino al 2009' sulle tette - che mi obbligava a sorbirmi i commenti degli zarri di periferia o la differenza di aspettative che i professori in università si aspettano dai maschi rispetto alle femmine, perché sapete, mi scoccia che ad un esame un professore mi dica 'Oh, ma allora sei intelligente! Credevo fossi una ragazzina stupida' o che durante l'esame fissi il seno alle studentesse. E qui mi chiedo: a cosa mi serve un trenta se non sono sicura di essermelo meritato? Mi fa sentire tanto puttana, come se il mio cervello contasse poco rispetto alla mia scollatura.

Non capirò mai perché una bellissima ragazza pur di entrare in televisione accetti di farsi vedere in perizoma davanti a migliaia di spettatori e accettare i commentini del presentatore o del pubblico. Perché ci si deve umiliare in questo modo? Perché deve essere da sfigati dire 'E' più importante la personalità dell'aspetto fisico'? Perché sei considerata una perdente se sei single, non ti scopi mezzo mondo o non ti vesti in una certa maniera?

E' diventato più importante quello che pensano gli altri che la nostra crescita interiore, il guardarsi dentro e dire' sono esattamente la persona che vorrei essere e sono fiera di me' piuttosto che andare in crisi se hai preso due chili?
L'anno scorso ho visto mia sorella dimagrire a vista d'occhio, affamarsi perché il suo ragazzo le diceva che era troppo grassa - e se vedeste mia sorella capireste che lei è tutto tranne che grassa. Perché lo permettiamo?

Mi rendo conto conto che anch'io sono schiava di questa ricerca della perfezione fisica, uno dei tanti pensieri sbagliati che ho permesso di farmi inculcare dalla società e che cerco in tutti i modi di eliminare. Eppure è difficile, ma ci proverò con tutte le mie forze e voglio essere in grado di essere fiera di me per quello che sono indifferentemente da come appaio.

In fondo sono ancora una ragazzina che cerca in tutti i modi di diventare adulta, ma voglio diventare un'adulta serena che riceve gratifiche lavorative senza dover vendere il culo - e magari essere pagata gli uomini - voglio essere una donna che guardandosi dentro possa dire 'sono esattamente come vorrei essere'.
E magari vivere in un'Italia che non tratta le donne come oggetti, quelli con una pelle un po' più scura del solito come dei criminali, che non pesta e considera inferiori persone con orientamento sessuale o identità di genere diversi dal proprio.

Ditemi, chiedo troppo?



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