Dopo aver iniziato un inutile quanto non richiesto blog sulle serie televisiva [che trovate fra i link], mia passione patologica, in un momento di pazzia ho deciso di addentrarmi anche nel magico mondo delle scanlations. Dopo i primi giorni di eccitazione [leggasi: rinchiusa in casa a tradurre scans inglesi come una sociopatica] ho cominciato a scontrarmi con la durissima realtà.
Il difficile non è dover fare la traduzione/editing/checking tutta da sola, più che altro sono i credits. Chiaramente, dato che traduco da scans inglesi [mi piacerebbe ricominciare a studiare giapponese, ma per tradurre direttamente un manga ci vorrebbero anni di studi], devo prima chiedere il permesso ai proprietari della traduzione inglese. E qui c'è il grande, grandissimo problema.
Sarò naive, ma nella mia ingenuità di novellina credevo bastasse mandare una emai al gruppo inglese, chiedere il permesso dell'utilizzo del loro materiale, lasciare i loro credits con tanti profumati ringraziamenti e stop. Nulla di più sbagliato.
La realtà è che ci sono una marea i gruppi di scans inglesi che non vogliono che si utilizzi il loro materiale. Alcuni ti dicono: "puoi usare la nostra traduzione ma devi comprare il manga originale o richiedere il permesso degli scanner" [e questo lo posso capire, anche se non credevo fosse così difficile trovare le scans originali], altri, invece, ti dicono di fottersi e che dovresti tradurre direttamente dal giapponese perché è più affidabile e col cazzo che puoi usare il loro materiale.
Dopo essermi scontrata con questa dura e totalmente assurda realtà per un secondo, un solo secondo, ho pensate di fottermene ed usare il loro materiale senza permesso, ma dato che sono una brava ragazza il pensiero è durato, appunto, un solo secondo. Non sarebbe giusto, dato che mi baso su un loro lavoro che immagino sia nato con fatica e da tanta passione.
E qui mi chiedo: lo scopo principale delle scanlations [e parlo di manga inediti in Italia, chiaramente], è quello di far conoscere a persone che non conoscono inglese/giapponese/o altre lingue, manga bellissimi che altrimenti non avrebbe mai potuto scoprire. Oltre a questo se i manga in questione diventano "famosi" le scans potrebbero anche aiutare a farlo pubblicare in Italia, dato che, zitti zitti, moltissimi editori controllano i siti di scanlations per capire quali sono i manga più popolari [soprattutto per quei generi meno conosciuti come Josei, Yoai, Yuri ed alcuni Seinen], ed io, in quanto fan, se amo davvero quel manga, anche se ho la traduzione non professionale, il volumetto lo compro lo stesso, dato che potrebbe aumentare la possibilità di ulteriori traduzioni di opere dello stesso genere/autore.
Quindi mi chiedo, perché devono mettere certe regole? Insomma, siamo in Italia, non in America che fra quelli che studiano giapponese ed i giapponesi stessi, di traduttori dall'originale ne avranno a migliaia!
Lo sapevo, altro che la NABA, dovevo andare a Venezia a studiare lingue orientali, che oltre a fare qualcosa che mi piaceva trovavo anche il lavoro immediatamente! Purtroppo l'idea di vivere in quella città mi ha fatto desistere [umidità 365 giorni l'anno, ma anche no!].
Il punto è che sono molto confusa ora. La domanda è: lasciar perdere o no?
Ci sono manga bellissimi al mondo che non credo pubblicheranno mai in Italia perché sono troppo particolari [soprattutto ora che, con la crisi, anche le case di pubblicazione vanno sul sicuro ed il 90% dei diritti che comprano sono di manga commerciali in stile shoujo trita-ritrita, shounen copia di naruto o yaoi banali con uno uke/seme così nel canone che piuttosto mi leggo lo shoujo trita-ritrita sopracitato!].
E mi viene da piangere perché se per alcuni manga posso impegnarmi a cercare le scans originali, per altri il gruppo proprietario non vuole che si utilizzi nemmeno la traduzione. Basterebbe tradurre solo manga di gruppi che permettono l'utilizzo del loro materiale, ma questo significherebbe anche lasciar perdere certe stupende serie che mi hanno fatto innamorare completamente [che ovviamente sono tutte dei gruppi stronzi, un classico].
Che dire?
Benvenuta nel magico mondo delle scanlations, Athwen!
Il difficile non è dover fare la traduzione/editing/checking tutta da sola, più che altro sono i credits. Chiaramente, dato che traduco da scans inglesi [mi piacerebbe ricominciare a studiare giapponese, ma per tradurre direttamente un manga ci vorrebbero anni di studi], devo prima chiedere il permesso ai proprietari della traduzione inglese. E qui c'è il grande, grandissimo problema.
Sarò naive, ma nella mia ingenuità di novellina credevo bastasse mandare una emai al gruppo inglese, chiedere il permesso dell'utilizzo del loro materiale, lasciare i loro credits con tanti profumati ringraziamenti e stop. Nulla di più sbagliato.
La realtà è che ci sono una marea i gruppi di scans inglesi che non vogliono che si utilizzi il loro materiale. Alcuni ti dicono: "puoi usare la nostra traduzione ma devi comprare il manga originale o richiedere il permesso degli scanner" [e questo lo posso capire, anche se non credevo fosse così difficile trovare le scans originali], altri, invece, ti dicono di fottersi e che dovresti tradurre direttamente dal giapponese perché è più affidabile e col cazzo che puoi usare il loro materiale.
Dopo essermi scontrata con questa dura e totalmente assurda realtà per un secondo, un solo secondo, ho pensate di fottermene ed usare il loro materiale senza permesso, ma dato che sono una brava ragazza il pensiero è durato, appunto, un solo secondo. Non sarebbe giusto, dato che mi baso su un loro lavoro che immagino sia nato con fatica e da tanta passione.
E qui mi chiedo: lo scopo principale delle scanlations [e parlo di manga inediti in Italia, chiaramente], è quello di far conoscere a persone che non conoscono inglese/giapponese/o altre lingue, manga bellissimi che altrimenti non avrebbe mai potuto scoprire. Oltre a questo se i manga in questione diventano "famosi" le scans potrebbero anche aiutare a farlo pubblicare in Italia, dato che, zitti zitti, moltissimi editori controllano i siti di scanlations per capire quali sono i manga più popolari [soprattutto per quei generi meno conosciuti come Josei, Yoai, Yuri ed alcuni Seinen], ed io, in quanto fan, se amo davvero quel manga, anche se ho la traduzione non professionale, il volumetto lo compro lo stesso, dato che potrebbe aumentare la possibilità di ulteriori traduzioni di opere dello stesso genere/autore.
Quindi mi chiedo, perché devono mettere certe regole? Insomma, siamo in Italia, non in America che fra quelli che studiano giapponese ed i giapponesi stessi, di traduttori dall'originale ne avranno a migliaia!
Lo sapevo, altro che la NABA, dovevo andare a Venezia a studiare lingue orientali, che oltre a fare qualcosa che mi piaceva trovavo anche il lavoro immediatamente! Purtroppo l'idea di vivere in quella città mi ha fatto desistere [umidità 365 giorni l'anno, ma anche no!].
Il punto è che sono molto confusa ora. La domanda è: lasciar perdere o no?
Ci sono manga bellissimi al mondo che non credo pubblicheranno mai in Italia perché sono troppo particolari [soprattutto ora che, con la crisi, anche le case di pubblicazione vanno sul sicuro ed il 90% dei diritti che comprano sono di manga commerciali in stile shoujo trita-ritrita, shounen copia di naruto o yaoi banali con uno uke/seme così nel canone che piuttosto mi leggo lo shoujo trita-ritrita sopracitato!].
E mi viene da piangere perché se per alcuni manga posso impegnarmi a cercare le scans originali, per altri il gruppo proprietario non vuole che si utilizzi nemmeno la traduzione. Basterebbe tradurre solo manga di gruppi che permettono l'utilizzo del loro materiale, ma questo significherebbe anche lasciar perdere certe stupende serie che mi hanno fatto innamorare completamente [che ovviamente sono tutte dei gruppi stronzi, un classico].
Che dire?
Benvenuta nel magico mondo delle scanlations, Athwen!
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